Si immaginano le nostre mamme, le loro mamme, le loro mamme in un silenzioso rituale di profumazione. Ci si aspetta che la storia dei profumi abbia una tradizione lunga e quasi rituale. Non ci si aspetta però che abbia più di 5000 anni. La storia del Profumo inizia nell’Antico Egitto nel 3000 a.C. e si sviluppa in tutte le epoche successive. Dai Romani, alle Scritture Sacre cristiane e islamiche, al Medioevo e al rinascimento. Il profumo è ovunque, evolve, cambia, si rinnova e si migliora.
Non ci si aspetta però che abbia più di 5000 anni. La storia del Profumo inizia nell’Antico Egitto nel 3000 a.C. e si sviluppa in tutte le epoche successive.
Dai Romani, alle Scritture Sacre cristiane e islamiche, al Medioevo e al rinascimento. Il profumo è ovunque, evolve, cambia, si rinnova e si migliora.
Il profumo nell'Antico Egitto
L’uso del profumo risale al 3000 a.C., nell’Antico Egitto. Le prime tracce di profumi sono chiare nei geroglifici egiziani e mesopotamici: persone sono ritratte mentre preparano o usano profumi. In realtà l’utilizzo principale dei profumi era nei rituali sacri, no personale.
Ma non immaginatevi gli antichi egizi spruzzare profumi sui punti più caldi del corpo. Il profumo si bruciava o si spalmava tramite olii e balsami.
Il profumo nei rituali sacri d'Egitto
L’uso del profumo risale al 3000 a.C., nell’Antico Egitto. Le prime tracce di profumi sono chiare nei geroglifici egiziani e mesopotamici: persone sono ritratte mentre preparano o usano profumi. In realtà l’utilizzo principale dei profumi era nei rituali sacri, no personale.
Il profumo si bruciava o si spalmava tramite olii e balsami.
L'apertura della tomba di Tutankhamon
L’uso del profumo risale al 3000 a.C., nell’Antico Egitto. Le prime tracce di profumi sono chiare nei geroglifici egiziani e mesopotamici: persone sono ritratte mentre preparano o usano profumi. In realtà l’utilizzo principale dei profumi era nei rituali sacri, no personale.
Il profumo si bruciava o si spalmava tramite olii e balsami.
Il profumo nei rituali di bellezza d'Egitto
L’uso del profumo come rituale di bellezza di uomini e donne si diffonde sempre più come segno di lusso, ricchezza, sensibilità olfattiva, raffinatezza. Gli egizi iniziarono a spalmarsi sul corpo e sui capelli balsami e oli profumatissimi. Riservato ai ricchi, s’intenda.
Il profumo più usato era il Kyphi ma in questo periodo nasce per la prima volta una sorta di industria profumiera. 3000 anni fa, let that sink in.
La regina Cleopatra usava il profumo come arma di fascino, bellezza, e seduzione. Leggenda vuole che durante il suo primo incontro d’amore con Marco Antonio, nella stanza ci fossero petali di rosa cosparsi ovunque e che bruciassero incensi ed erbe aromatiche. Oh Cleopatra, insegnaci la seduzione.
Il profumo Khyphi
Il Kyphi era il profumo più utilizzato nell’Antico Egitto, soprattutto da faraoni e regine. La ricetta – o piramide olfattiva – era custodita segretamente nei testi sacri. Alcuni dei 16 ingredienti erano: mirra, vino, uva passa, miele, aspalato, resina, seseli, menta, cannella, ginepro, cardamomo e incenso.
Il Kyphi aiutava a rilassarsi, alleviare ansie e scacciare brutti sogni, dava un senso di pace ed aiutava nell’arte della seduzione.
Solo col tempo i profumi diventano più diffusi ma rimanendo sempre riservati alle persone più ricche. Nobili, chi viveva a corte e funzionari del faraone.
Il profumo nelle scritture sacre
Nel Libro dell’Esodo, Dio aveva ordinato di offrirgli profumi su un altare:
“Procurati balsami: storace, onice, galbano come balsami e incenso puro: […]. Farai con essi un profumo da bruciare, una composizione aromatica secondo l’arte del profumiere. […] e ne porrai davanti alla Testimonianza nella tenda di convegno, dove io m’incontrerò con te. Cosa santissima sarà da voi ritenuta” (Es. 30, 34-36).
Gli Ebrei utilizzano il profumo in forma di unguenti (detti puk), ma anche polveri, oli profumati, e sacchetti di erbe aromatiche utilizzati nei vestiti o sul corpo.
A Gesù bambino vengono offerti dai Re Magi l’incenso e la mirra. L’incenso viene offerto come dono alla parte divina di Gesù, la mirra alla sua parte umana. La mirra, infatti, veniva utilizzata durante i riti funerari, sottolineando la mortalità di Gesù.
Il profumo nell'Antica Grecia
Nell’antica Grecia già dal 1500 a.C. si credeva che i profumi fossero creazione degli dèi stessi. Parte fondamentale della vita, della nascita, del matrimonio, e della morte.
Bisogna tenere a mente come i greci dessero importanza alla cura del corpo, all’igiene e alla bellezza.
Le profumazioni preferite degli antichi greci erano i kypros – con menta e bergamotto – e susinon – a base di fiori di giglio. Erano anche apprezzati mirto, mandorla, bergamotto, coriandolo, resina di conifera, mirra.
Nel Trattato degli odori di Teofrasto, discepolo preferito di Aristotele, si parla a lungo della profumeria dell’epoca. Non solo sono i profumi un modo per profumare ma hanno anche virtù terapeutiche e curative.
Il profumo nell'Antica Roma
Acqua aromatica, profumi, balsami, unguenti e polveri odorose furono parte importante dell’Antica Roma.
Inizialmente utilizzate per il culto delle divinità, diventarono parte della vita quotidiana anche per uso personale.
Petronio descrive i banchetti nel Satyricon come “orge olfattive“.
Non è da ignorare poi l’importanza dei viaggi commerciali nei Paesi Arabi, in Africa e in India e l’importazione di materie prime di prestigio. Dalla caduta dell’Impero romano fino al Rinascimento, la cultura del profumo, il suo utilizzo e la sua importanza quasi svaniscono.
Il profumo nei popoli Arabi
I popoli arabi hanno avuto un ruolo importantissimo nella storia del profumo. Grazie alla traduzione di testi persiani, romani, bizantini e greci scoprirono le basi chimiche e farmaceutiche applicate, tra l’altro, all’arte del profumo.
Nel sacro libro dell’Islam, il Corano, il paradiso viene descritto in modo suggestivo: un luogo fragrante, prospero, adornato da floridi giardini e maestosi alberi, attraversato da ampi fiumi, e pervaso da un avvolgente profumo di muschio.
Il medico Avicenna, nel X secolo, scoprì la distillazione dell’acqua di rose con i petali della rosa centifolia. L’al-kimîya (alchimia) è una grandissima rivoluzione e la distillazione prenderà piede solo con il Medioevo. L’acqua di rose diventa così importante da divenire simbolo della purezza e della saggezza di Allah.
Il terzo emiro omayyade di Cordoba Al-Hakam ordinò di procurargli muschio e zibetto (civetta) per profumare la sua barba in caso di morte per mano dei ribelli.
Dopo l’espulsione degli Arabi dalla penisola iberica, solo ai profumieri fu consentito di rimanere. Gli Spagnoli amavano l’arte profumiera degli Arabi e sapevano che mandando via i profumieri, le formule e le ricette sarebbe andato via con loro.
Il profumo nel Medioevo
Il Medioevo rinuncia al culto della bellezza, la cura della persona, al lusso. Il profumo torna a funzioni sacre, religiose e curative (si pensi alla Peste nera). Non ci sono grandi informazioni sull’uso del profumo come pratica di vanità.
Le persone più ricche continuano ad usare l’acqua profumata per lavarsi le mani a tavola. Profumi ai fiori d’arancio, alla lavanda, alla violetta, al rosmarino sono i preferiti.
L'Acqua di Ungheria
Avete mai sentito parlare dell’Acqua di Ungheria? La regina Elisabetta di Ungheria inizia ad usare una fragranza con rosmarino e lavanda a base alcolica.
Il profumo nel Rinascimento
L’arte della profumeria rinasce – permettetemi il gioco di parole – con il Rinascimento. L’amore ritrovato per i libri, l’invenzione della stampa, la cultura aiutarono a far nascere diversi manuali di profumeria.
Aiutava certamente il fatto che nel Rinascimento lavarsi fosse considerato veicolo di malattie e contagi. Erano dunque necessarie acque profumate, oli, prodotti da bruciare forti, profondi, che sovrastasse – permettetemi – la puzza indescrivibile. Il profumo non sempre era desiderio di chi avesse una certa sensibilità olfattiva ma una vera e propria necessità.
Le pelletterie di Grasse creavano guanti e cinture profumati.
Caterina de’ Medici, trasferitasi in Francia per sposare il re Enrico II portò con sé Renato Bianco, il suo profumiere personale. In Francia, Renato Bianco diventò René Le Florentin e aprì una profumeria a Parigi. Il suo successo portò diversi profumieri a trasferirsi a Parigi, dando il via alla profumeria francese.
Cristoforo Colombo porta dal Nuovo Mondo colonizzato la vaniglia, il balsamo di Tolù e del Perù il tabacco, la coppale, e il cacao. Vasco de Gama, grazie alla via delle Indie, porta in Europa benzoino, cannella, pepe, incenso, zenzero, e garofano.
Il profumo nel XVII secolo
Le pelletterie di Grasse creavano guanti e cinture profumati.
Caterina de’ Medici, trasferitasi in Francia per sposare il re Enrico II portò con sé Renato Bianco, il suo profumiere personale. In Francia, Renato Bianco diventò René Le Florentin e aprì una profumeria a Parigi. Il suo successo portò diversi profumieri a trasferirsi a Parigi, dando il via alla profumeria francese.
Cristoforo Colombo porta dal Nuovo Mondo colonizzato la vaniglia, il balsamo di Tolù e del Perù il tabacco, la coppale, e il cacao. Vasco de Gama, grazie alla via delle Indie, porta in Europa benzoino, cannella, pepe, incenso, zenzero, e garofano.
Il profumo nel XVIII secolo
L’epoca dei Lumi del XVIII secolo porta ad incredibili sviluppi della profumeria Europea Con due centri principali: l’Italia e la Francia. Più precisamente, Milano e Parigi.
La profumeria francese ha un’esplosione di novità con aromi, nuovi ingredienti e le richieste della società aristocratica. Milano, invece, si concentra su prodotti da bagno, per capelli e lozioni.
Profumeria italiana nel XVIII secolo
Nel 1778, a Milano, Angelo Migone fondò la rinomata “Casa di Profumo, Saponi e Articoli per Toeletta Migone & C.”, diventando una delle più illustri case italiane con una fama che varcò i confini nazionali.
La Casa Migone creò prelibate fragranze come Margherita, Amor, Excelsior, Bacio d’Amore e Falstaff, insieme a tinture per capelli, lozioni, estratti, ciprie, saponi e creme.
Il suo prestigio si estese ben oltre Milano, esportando prodotti lungo il Mediterraneo, adattandosi ai cambiamenti politici dell’epoca.
Chiusero definitivamente i battenti nel secondo dopoguerra.
Profumeria francese nel XVIII secolo
La fama dei profumieri francesi di Grasse e la crisi del commercio del cuoio contribuiscono immensamente allo sviluppo dell’industria profumiera di Grasse.
I guantai profumieri si dedicano esclusivamente alla profumeria e allo studio delle piante e delle fragranze. Introducono nuove tecniche come l’enfleurage e la lavorazione delle scorze di bergamotto.
La crescente attenzione all’igiene e al bagno porta alla creazione della stanza per la toilette e la sala da bagno. Prende piede una nuova sensibilità olfattiva respingendo gli odori forti a favore di profumi più leggeri e naturali, floreali.
Alla corte di Francia, Maria Antonietta introduce fragranze floreali e delicate: l’Eau Divine, l’Eau di Bouquet di Primavera, l’Acqua di Mille Fiori, oltre acqua di Colonia, quali l’Aqua Mirabilis e l’Eau Sans Pareille.
Distillatori e profumieri di alta qualità producono fragranze leggere e trasparenti, spesso confezionate in eleganti flaconi di vetro di Boemia o d’Inghilterra. Nel 1795, la manifattura Baccarat diviene famosa per la produzione di flaconi di vetro. Successivamente, Lalique crea pregevoli flaconi profumati, in particolare per Molinard e Nina Ricci.
Il XIX secolo e la profumeria
Per comprendere il mondo del profumo nel XIX secolo è forse meglio andare per date. Questo perché tantissime novità profumate si susseguono nell’Ottocento.
- Grazie alle scoperte di Pasteur sui batteri non sono più necessari i profumi pesanti;
- Durante la Rivoluzione Francese l’industria profumiera va in crisi;
- Nel 1828 viene fondato il brand Guerlain;
- Nel 1828, grazie alla sintesi dell’urea di Friedrich Wöhler, inizia l’uso di fissatori e aldeidi sintetiche per fissare i profumi alla pelle;
Nel 1865 Eugene Rimmel – il creatore del mascara – ha categorizzato gli aromi in 18 gruppi, creando il concetto di sottofamiglie in base a persistenza e nota dominante;
Il XX secolo e il boom della profumeria
Anche in questo caso per parlare del XX Secolo, c’è così tanto da dire che è necessaria una lista.
1920- 1950
- Dopo l’Esposizione Universale del 1900, nasce la profumeria moderna;
- Nasce l’Acqua di Parma in Italia;
- Creatori, stilisti Atelier dell’alta moda iniziano a creare e vendere profumi come lo Chanel N°5;
- Grazie all’igiene diventata importantissima, le donne amano profumi alle aldeidi, freschi, leggeri;
- La grande depressione e la guerra portano ad una perdita di interesse nei profumi;
- Nel dopoguerra si presenta la necessità di profumi meno costosi;
- Nascono Cocktail Dry, Love of Love, e Joy di Jean Patou;
- Nascono Coeur Joie di Nina Ricci, Le Roi Soleil di Elsa Schiaparelli;
- Diventano famosissimi profumi come Poison di Christian Dior e Paris di Yves Saint-Laurent;
- Le note fruttate american vengono introdotte in Europa nei profumi;
1960- 1990
- Il movimento degli hippie promuovono anche nei profumi un ritorno a sentori naturali, erbacei, floreali (si pensi al patchouli);
- Eau Sauvage di Dior segna la comparsa della profumeria maschile commerciale;
- Profumi come Opium di Yves Saint-Laurent diventano cult, CK One di Calvin Klein e Angel di Thierry Mugler introducono il concetto di unisex;
Referenze