Perfume, She Wrote

Signature Scent, Come trovare la Signature Scent, Cosa è la signature scent

Ma tu ce l’hai una “Signature Scent”? Cos’è e come si trova?

Signature Scent: la fragranza che fa pensare a te, la tua firma olfattiva. Cosa è, come trovare la tua e mini interviste a chi ne ha (o non ne ha) una.

“Qual è il tuo preferito?” è una domanda che mi manda sempre in panico.

Potremmo dare la colpa al mio essere Gemelli, alle mie personalità contrastanti, al mio cambiare spesso idea, al mio evolvere continuo o al rifiuto di credere che ci sia la necessità di scegliere solo una cosa per me.

E per i profumi? Potrei mai avere una signature scent? Mi viene in mente Carnal Flower di Frederic Malle… lui potrebbe farmi pensare alla fedeltà, forse. Ma andiamo con ordine. Facciamo un passo indietro e distraiamoci dalla suddetta tuberosa. O dal profumo di Serge Lutens che sfidava già molti anni fa i limiti delle fragranze per genere usando legni per un profumo da donna. Ci sono poi amori recenti che ricordano tuberose velenose, verdi ma anche una nuova passione per profumi densi e profondi. Una cosa è certa: chi pensa a me, pensa spesso alle tuberose. 

 

Dicevamo?

(Non ci pensi poi ad un profumino pulito che sta bene sempre, Angela? No. Stai razionalizzando ora.)

Ma cosa è una signature scent?

Qui parliamo di signature scent: la “firma olfattiva” – così si traduce – è il profumo che ti rappresenta, l’unico e solo associato a te da chi ti conosce. Qualcosa che faccia dire: “Oh, questo sa proprio di lei/lui!”.

 

Un profumo caratteristico, te in un profumo. Un profumo che ti rappresenta in pieno, nelle tue intenzioni e nella tua personalità, nel modo di vivere e in come vuoi essere percepito. Un’estensione di te che si muove nell’aria al tuo passaggio, il ricordo di te nella mente di chi ti conosce.

 

Ma con l’allargarsi del mercato, il maggior interesse nel mondo della profumeria, la voglia di armadi olfattivi e collezioni sempre più grandi, è ancora possibile avere una signature scent? Siamo ancora aperti all’idea di poter avere un solo profumo, farlo nostro ed essere fedeli sempre, nei secoli dei secoli?

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esistono ancora le signature scent?

E mentre io cerco di capire come potrei vivere tutto l’anno con solo un profumo senza pensare al clima, alle occasioni, al mio umore, alla mia voglia di esprimermi, ho deciso di chiedere alle persone intorno a me. Un po’ per scoprire i loro gusti e un po’ perché i dubbi – a volte – vanno condivisi. 

 

Dopo le risposte di queste persone, qualche consiglio per trovare la tua signature scent – se ne vuoi una. Ma torniamo alle persone a cui ho fatto queste domande.

 

Alice Mastroleo          

Insegnante di cartomanzia e divulgatrice esoterica. Annuso profumi e attacco bottone con sconosciuti indovinando il loro segno zodiacale.

Alice Mastroleo
Signature scent ti direi che non riesco a sceglierne una sola, tutto ciò che so è che mi sentirai sempre con note di oud, incenso o vaniglia anche con 40 gradi all’ombra. Oscillo tra Casbah di Piguet, Vanagloria di Laboratorio Olfattivo e Hyde di Hiram Green. Difficile scegliere una sola signature scent, perché i cento profumi che mi fissano dal comò aspettano di essere scelti in base a come mi sento ogni singolo giorno. Non riesco a descrivermi con una sola fragranza, questo limite non fa per me!
Casbah Piguet

Anna Volpi

Content creator e laureata in marketing dei cosmetici, amo i gourmand, ma forse solo perchè mi piace mangiare (tanto e bene).

IG: @volpi_nana 

Per anni non ho collezionato profumi, ho sempre e solo usato Intense Tiarè di Montale. Mi piaceva tanto l’idea di essere riconosciuta grazie al mio profumo, come se arrivasse prima lui di me, come fosse la prefazione di un libro. Tante volte mi sono sentita dire “sapevo che eri qui perché ho sentito il tuo profumo”, “questo profumo sei proprio tu”, quindi credo che incarni alla perfezione il significato di signature scent. Ad oggi la mia collezione si è molto ampliata perché la profumeria è diventata una passione, ma quando non so proprio cosa mettermi torno sempre da lui. Trovo che mi rappresenti molto perché ha una dolcezza ed una sensualità non didascaliche, in più profuma di estate.

Intense Tiare Montale

Chiara Vezzosi

Fotografa beauty. mi piacciono gli odori strani, importare piante dall’Ecuador, spendo i miei soldi in concerti e tatuaggi.

Chiara Vezzosi

Romanticizzare la nostalgia è da sempre uno dei miei passatempi preferiti e il legame tra profumi e ricordi ha un ruolo potentissimo in questo.
Ichnusa di Profumum Roma mi riporta alle estati in campagna, arrampicata su alberi di fico, tra balloni di fieno secco e prati infiniti. È una fragranza verde, linfatica, in cui la foglia e il legno di fico sono protagonisti assoluti, accompagnati da note di erba tagliata, fieno e mirto balsamico.  È un ricordo felice a portata di mano che allo stesso tempo è in grado di riportarmi con i piedi per terra, non me ne separerò mai.

Ichnusa Profumum Roma

Davide Boera

PR nella profumeria di nicchia, amo le note del profumo e quelle dell’opera lirica, la buona tavola, le endorfine, ridere a crepapelle. 

Davide Boera

Io appartengo alla schiera di persone che ci hanno rinunciato, anche se una piccola parte di me è ancora in cerca del Santo Graal tra i profumi, perché dopotutto compiace l’idea di lasciare una traccia olfattiva che richiami negli altri la memoria di sé. In questo periodo i candidati signature sono Eshal di Neela Vermeire Creations, un autentico capolavoro alla tuberosa, e Pluvia Sacra di Antonio Alessandria, dove da una struttura verde e umida emerge un sandalo molto equilibrato con un lieve spostamento verso note di sottobosco, come piace a me. Vorrei però che qualcuno pensasse ancora a un bel cuoiato: come una volta, ma in chiave moderna. Chissà… potrebbe diventare quello il mio signature scent?

Eshal di Neela Vermeire Creations, profumeria tuberosa, floreale

Edda Salvadori

studentessa di Profumeria e Naso emergente (di Oltre, Jijide!). Appassionata di Musica e arte, spiritosa e dinamica 🙂

 – IG: @_eddajesalvadori_

Edda Salvadori, Naso, Profumiera, Creatrice di profumi

Sì, due! Per anni ho indossato Patchouli di Reminiscence, nella memoria di tutti i miei amici e cari io sono quel profumo! Studiando profumeria non lo indosso più perché molto impegnativo olfattivamente ma ci sono ancora legata. Adoro l’aspetto caldo umido ed esoterico del patchouli, quello che rappresenta: trasgressione anni 70 e audacia.

La seconda è Poudre de Musc, Nicolaï. Fragranza estremamente elegante e sfaccettata, credo mi rappresenti bene, un floreale opulento ma talcato e pulito, confortevole e un fondo molto caldo, quando voglio sentirmi me stessa, dare il 100%, o nelle occasioni importati lui è la mia scelta.
Nicolai Poudre de Musc, profumo talcato, profumo muschiato, profumo pulito

Florencia Di Stefano-Abichain   

conduttrice radio e tv, podcaster

Florencia Di Stefano-Abichain

La vita è troppo breve per avere una sola signature scent! Citando Walt Whitman “I contain multitudes”. E se non lo sono io, come può esserlo il mio profumo?

Ho preferenze e profumi-rifugio, ai quali torno sempre: gli skin scent aldeidati quando voglio “profumare bene”  (Fleur de Peau di Diptyque, Le Musc et la Peau di Pierre Guillaume), in estate mi piace sentire addosso il fico maturo e succoso di Philosykos di Diptyque, la pesca addolcita dal latte di Dialogue with Venus di Pierre Guillaume o il cocco speziato di Crystal Noir di Versace, ogni tanto quando voglio sentirmi sexy ed empowered Lust di Lush o Blondine di Frassai, o per le occasioni speciali, come Shalimar di Guerlain od Opium di Yves Saint Laurent.

Non mi si potrà associare a un profumo nello specifico, ma ce la metto tutta a essere ricordata come la persona meglio profumata della stanza. E spesso ci riesco 🙂

Diptyque Fleur de Peau

Giorgia Mitch

Romana, studentessa di medicina, appassionata di viaggi in macchina, mercatini vintage, profumi e del potere delle nostre vie olfattive. 

– IG: @giorgiamitch

Giorgia Mitch

Ho deciso di rispondere menzionando il profumo che vorrei un giorno potesse essere associato alla mia personalità: Nuit de Bakélite di Naomi Goodsir.
Una tuberosa non tuberosa, semplice se cerchi un momento di freschezza temporaneo, multi-sfaccettata se hai il tempo e la voglia di leggerne la complessità. È da prendere a piccole dosi (esattamente come la sottoscritta direi…) ma complessivamente risulta uno dei pochi profumi in grado di farmi sognare e viaggiare lontano con la mente. Dunque sì, è la mia signature scent e la utilizzo ogni volta che incontro persone a me care per lasciar loro un ricordo olfattivo; d’altronde lo sappiamo, il collegamento tra olfatto e memoria associativa è qualcosa di estremamente potente!

Naomi Goodsir Nuit De Bakelite, profumo alla tuberosa, profumi tuberosa

Greta Agazzi

makeup artist milanese nell’ambito moda e cosmesi. Appassionata di profumeria artistica come forma espressiva e forma d’arte invisibile.

IG: @greta_ag

No ho una signature scent, ma per anni ho portato Amarige di Givenchy. Ad oggi la cosa che si avvicina di più ad una mia signature scent per me è Le Lion di Chanel.
Mi sento molto rappresentata da questo odore. Sono consapevole di apparire come una persona molto dura inizialmente per poi svelare a chi tengo vicino la vera me che in realtà è molto mite e direi dolce, Le Lion fa lo stesso, apre a testa alta per poi addolcirsi e fare le fusa.
Amando così tanto questo odore inevitabilmente mi sento più sicura di me quando lo porto quindi lo scelgo spesso.

Le Lion Chanel, fragranza ambrata, profumo al labdano

Magda Pintus

Celebrity Makeup Artist e creative Director con una passione sfrenata per i profumi e un anima sarda inconfondibile.

Magda Pintus
Tra la mia vasta collezione posso dire che la mia signature scent è senza ombra di dubbio Jasmin Des Anges di Christian Dior.
Il profumo di gelsomino che sprigiona questa fragranza è sicuramente quello più vicino al fiore stesso ed evoca in me il ricordo delle serate primaverili ed estive. Mi dà una sensazione di benessere e freschezza, allo stesso tempo mi fa sentire sensuale ed esotica come Cleopatra. Un inebriante fragranza che lascia la scia sempre.
Dior Jasmin Des Anges, PROFUMO AL GELSOMINO

Markus Villani

content creator, nerd dei profumi, attore e gattaro.  Amo i messaggi vocali, gli autogrill, mangiare, la moda e perdermi nella bellezza. 

Markus Villani

Nella veste di content creator e da super appassionato di profumi e materie prime, ho sempre avuto l’opportunità di mettere il naso su tante creazioni. Più passa il tempo e più il mio naso é diventato estremamente posh e selettivo.

Dunque é davvero complicato oggi, trovare la bellezza che avevano certi profumi un po’ di tempo fa. E come un piccolo lume in una stanza buia ci sono però delle fragranze che riescono ancora ad emozionarmi e che risuonano con la mia anima. Una di queste é proprio Chypre Palatin di MDCI. 

Questo profumo rappresenta allo stesso tempo passato, presente e futuro. Un istante di pura bellezza, complessità, ricchezza, stravaganza ed eleganza.  Anche in questo caso, viva la bellezza, viva il profumo. 

Chypre Palatin

Michela Motta

caporedattrice bellezza e benessere di Marie Claire Italia con la passione per la cosmetica green & clean, le pratiche olistiche e il pop.

– IG: @ecco_la_miki

Michela Motta,caporedattrice bellezza e benessere di Marie Claire Italia

Con i profumi ho sempre avuto solo lunghe storie d’amore. Da più di vent’anni sono legata a Heliotrope di Etro, prima di lui altri dieci anni di relazione. Sono un tipo fedele e per chi fa il mio mestiere è piuttosto peculiare, anche solo per la quantità di fragranze con cui entro in contatto. Eppure niente è riuscito a distrarmi dalla scia di Heliotrope: amo ancora come il primo giorno i suoi sentori di talco, mandorla e vaniglia, li trovo rassicuranti, irresistibili, a tratti struggenti. E mi piace l’idea che l’eliotropo venisse usato dai maghi per far confessare la verità.

Etro Heliotrope, profumo all'eliotropo, profumo alla mandorla

Ma come si trova la firma olfattiva?

Abbiamo visto le firme degli altri, di persone che vivono il mondo profumi e beauty in modo profondo, interessato e con esperienza. Ma come trovare la propria firma olfattiva?

 

Ecco come:

  • Capire cosa ti può piacere
  • Provare, testare, annusare
  • Non seguire l’hype ma l’istinto
  • Avere pazienza, questa sconosciuta
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Capire cosa ti può piacere

Avete sicuramente sentito altri profumi nella vostra vita. Cosa vi è piaciuto? Cosa non vi è piaciuto? Che nomi ricordate? Segnateli e andate in profumeria con quella lista in mano. Se siete fortunati, troverete qualcuno che saprà riconoscere un fil rouge tra i nomi e le note e consigliarvi qualcosa di giusto. Dire “non mi interessa la fragranza più in voga al momento” con educazione e delicatezza potrebbe essere d’aiuto.

 

Potresti leggere l’articolo sulle sette famiglie olfattive.

Provare, testare, annusare

Se credete sia possibile trovare la vostra signature scent seduti da casa, mi spiace, ma vi sbagliate. C’è del trial and error da fare. Bisogna provare su pelle, testare a lungo, provare al chiuso, all’aperto, in stagioni diverse e farsi guidare dall’istinto. La verità è che la signature scent la sceglie il tuo corpo, la tua mente, il brivido lungo la schiena che senti quando sai che è lei. Potrei fare un parallelo all’anima gemella ma mi sembra troppo banale, eviterei volentieri. Ma sapete a cosa mi sto riferendo.

Non seguire l’hype ma l’istinto

State lontani dall’hype. La signature scent è qualcosa di fortemente personale, sentita nel profondo, scelta quasi inconsciamente. Non qualcosa da avere. Non qualcosa che va di moda, il trend del momento. Qualcosa che fa ricordare di te a chiunque senta quell’odore. Quindi cerca di farti influenzare il meno possibile da fattori esterni, idee altrui e trend. La signature scent è il nostro rifugio, uno profumo sicuro, la casa a cui torniamo sempre e ogni problema sparisce. Potrebbe essere anche collegato inconsciamente a ricordi d’infanzia, profumi che ci sono sempre piaciuti, odori che sono nostri, che ci hanno accompagnato in uno o più periodi. Non c’è limite, non c’è regola. Ci sei tu.

Avere pazienza, questa sconosciuta

Ancora una volta, non vorrei fare paragoni con l’anima gemella perché troppo scontato, ma immaginate avere fretta in questioni simili. La signature scent non si trova in una settimana, è un patto inconscio che può durare una vita e richiedere anni prima di funzionare. Potreste cambiare idea dopo 10 anni, potreste aver bisogno di 10 anni per capire. Potreste decidere che, alla fine, voi una firma olfattiva non la volete ed è giusto così. 

 

Io ho fatto così. Non mi dispiace, non me ne pento. Ma la mia anima è in mano alle tuberose. E la gente pensa a me quando pensa alle tuberose (o viceversa, umiltà!)

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