Per la giornata mondiale del bacio, mi chiedo: ma ci siamo sempre baciati? O meglio, quando abbiamo iniziato a baciarci? E mi sorprende non essermi mai fatta questa domanda prima e io, di domande, ne faccio sempre tante.
Quando l’essere umano ha dato il primo bacio? Abbiamo iniziato dai baci sulla guancia? Baci sulle labbra? Sul naso? Bacini? Bacetti?
Secondo Vaughn Bryant, antropologo specializzato nella storia del bacio, i primi riferimenti ai baci si trovano 3.500 anni fa. Li troviamo nei Veda, raccolta di testi sacri in sanscrito vedico utilizzata nell’Induismo e nel Buddismo. Alcuni studi però hanno scoperto statuine in Asia del Sud risalenti al 1.500 A.C. che immortalavano l’atto di baciarsi. Altri studi ci dicono che anche nella Mesopotamia e nell’Egitto del 2500 A.C. ci si baciava.
Come spesso succede, ci sono tanti dati ma la verità rimane sotto un velo di mistero. Sorrido: non sapremo mai chi ha dato il primo bacio, rendendolo — ammettiamolo — un bacio segreto.
E da qui, il collegamento: quanti tipi di bacio ci sono? Un bacio sulla guancia è sempre e solo un bacio sulla guancia? Innocente? Materno? O può dirci altro? Può lasciarci intendere altro? I baci romantici, sono tutti uguali? La carica erotica ed emotiva è sempre la stessa? I baci tra amanti, nascosti e furtivi? I baci pieni di dolore, tra le lacrime? I baci di intesa? I baci senza significato alcuno, quelli che si danno perché è consuetudine, i due baci sulla guancia muà-muà.
Quanti significati hanno i baci?
Tutte queste domande mi passano per la mente mentre scrivo questo articolo e scopro che esiste la Filematologia, la scienza che studia gli aspetti e le funzioni del bacio in una coppia.
(Mi chiedo, siamo tutti un po’ filematologi dopo un primo bacio, al telefono con i nostri migliori amici?)
Una nuova domanda sorge spontanea per me che vivo tra bottiglie profumate: e se i baci fossero profumi? Quali profumi sarebbero?
E così ci provo a mettere ordine, fare una lista e collegare i punti per la Giornata Mondiale del Bacio. Un’idea nata a febbraio che non avrebbe probabilmente visto la luce se non fosse stato per la mia amica Chiara, seduta con me in cucina con un caffè in mano, che mi dice che devo assolutamente scriverlo.
Aveva ragione, come sempre.
#1 Bacio di Conforto
Di cosa profuma un bacio di conforto? Quel calore che viene da dentro, che annulla i rumori esterni e ci tranquillizza? Quella luce soffice e bianca che ci circonda durante quel bacio, così intimo e delicato, così carico di significato. Un conforto vero, con intento, puro.
Intime.Extime di Pierre Guillaume è un profumo di pulito floreale candido e denso. Se l’accordo di polvere d’iris, il tè bianco e l’accordo cipriato ci portano in una dimensione pulita ed innocente, la vaniglia aggiunge la densità cremosa dell’affetto. Un calore non replicabile, un sentimento più che una temperatura. Un odore che calma, placa l’animo e ti riporta a casa.
#2 Il primo bacio
Che sia il primo in assoluto o il primo con la persona che ci sta di fronte, vicina, c’è qualcosa di magico nei primi baci. Come se si costruisse qualcosa di nuovo, si creasse una nuova parte di sé che era nell’aria ma non pronta a formarsi.
Un’unione di idee, speranze, aspettative, dubbi e domande che culminano in qualcosa che c’è ora e non c’era prima.
Questo senso di nuova nascita mi fa pensare al tiglio, non saprei neanche spiegare bene il perché. Il tiglio — con le sue foglie a forma di cuore, da non dimenticare — è un po’ poliedrico e sfaccettato.
Tiglio Mirabilis di Laboratorio Olfattivo è la perfetta rappresentazione del tiglio e del primo bacio. L’apertura agrumato e speziata ben richiama l’attimo che precede il primo bacio, mentre il tiglio nel cuore con muschi e legno di cashmere fanno il resto. Insomma, ve lo devo davvero descrivere il primo bacio?
#3 Il bacio romantico
C’era un profumo di Kilian Paris chiamato Kissing Burns 6.4 Calories A Minute. Wanna Workout? — ormai discontinuato. La scelta sarebbe stata così semplice, così immediata. Un nome così simpatico e cheeky anche se – ahimè – il profumo non era molto romantico. Un profumo dolcino di marshmallow più simile alla prima cotta che ad un bacio romantico.
Qui ci ho dovuto pensare parecchio, più di quanto io faccia quando si tratta di scegliere una sola cosa. Ho pensato e ripensato, smontato l’idea in parti come fosse un lego da montare, smontare, rimontare. E alla fine ci sono arrivata!
Blondine di Frassai e le sue componenti così diverse. Il piacere lascivo del castoreum, la dolcezza contrastata del caramello salato e della fava tonka, la delicatezza del giglio che ti rimane in mente e non va via, il muschio che ricorda la pelle che sfiora altra pelle.
#4 Il bacio erotico
Possiamo non illuderci e pensare che il bacio romantico e il bacio erotico siano la stessa cosa? Non bisogna neanche chiedere consiglio ai filematologi, è così.
I livelli di passione non sono gli stessi, la velocità, l’assenza di timidezza e pensieri che chiedono di più, fare di più, prendere tutto ciò che vogliamo e che l’altra persona vuole.
Nuit de Bakélite di Naomi Goodsir è un profumo che porta la sensualità in una direzione esagerata, inconsueta e velenosa. Un bacio che ti entra nelle vene e non si ferma, dove la ragione scompare e tutto il resto intorno non esiste. Un’assoluta di tuberosa che prende una personalità verde e ossessiva, narcotica, selvaggia e insolente. Ti entra nella mente e non va via, ti gira intorno senza mai andare via col vento. Angelica, galbano, immortelle portano questa tuberosa ad un livello di sentore verde che è quasi veleno, quasi pericoloso.
E qui abbiamo una seconda scelta, naturale, senza pensarci: Carnal Flower di Frederic Malle. Un’altra tuberosa carnale. L’idea di non inserire in questa sezione profumi alla tuberosa non mi è mai passata di mente. In realtà i due profumi sono molto simili, capite quindi la doppia scelta.
#5 Il bacio segreto
Ma i baci passionali tra amanti, al sapore di pericolo, prudenza e sfrontatezza, incuranza del mondo esterno e impossibilità di fermarsi, che profumo avrebbero? Che profumo ha un bacio che non riesci a fermare?
Se le serie tv, il buon senso e i film ci insegnano qualcosa, tecnicamente nessuno. È furbo non usare profumo e non lasciare tracce.
Ma se dobbiamo pensarci: The Lover’s Tale di Francesca Bianchi. Lei stessa lo definisce “un incontro segreto di amanti, strettamente legati da una passione impossibile”. L’apertura è timida come un primo incontro, con aldeidi e miele Il gelsomino egiziano è narcotico, sensuale e si unisce alla nota di pelle con sentori animali grazie al castoreum. L’attrazione scaccia ogni timidezza, la passione non si ferma. Una fragranza forte, sfacciata, che osa senza pentirsene.
Anche qui, una doppia scelta. Frederic Malle, Portrait of a Lady. Una signora che ha segreti nascosti, vive in una dimensione dove l’inconfessato, il privato e l’intimo sono presenti in molteplici forme. Una rosa unita al patchouli nel più indimenticabile dei modi, una rosa oscura e misteriosa, vellutata, incensata. Tanti petali quanti segreti.
#6 Il bacio non dato
I baci che vivono in una dimensione sospesa, tra il mondo reale e il mondo delle possibilità. Nella dimensione che è così immaginabile quanto irreale. I baci che non ci siamo dati.
Perché troppo tardi, perché non si poteva, perché non ci abbiamo pensato, non abbiamo potuto o voluto, tutti i baci che vivono nel limbo del “chissà”, a mezz’aria. Pericolosi. Diventano quasi un pensiero ossessivo, un reminder delle occasioni perse, forse idealizzati e visti con devozione silenziosa.
E se questo sentimento continuo fosse un profumo, sarebbe Obsessive Devotion di Hedonik. La nota di pelle è il fil rouge di questo brand e in questa fragranza si unisce all’assoluta di Champaca che profuma di pelle del corpo addolcito da una nota floreale mielata. L’ylang-ylang e la pesca ammorbidiscono e addolciscono la forte sensazione cuoiata, in un abbraccio caldo. Ricordi e idealizzazioni sono forti meccanismi della mente, mai sottovalutarli.
#7 Il bacio di circostanza
Chanel N°5 di Chanel è per me il profumo di circostanza, dell’alta borghesia parigina, del lusso d’altri tempi e di chi ha deciso che — volenti o nolenti — dovevamo baciarci per salutarci. A prescindere dai sentimenti. A prescindere dalle intenzioni e da quello che davvero pensiamo dell’altra persona. Sì fa così, è educazione. Due baci sulla guancia? Tre? Prima a sinistra o a destra? Faccio il rumore dello schiocco delle labbra o no? Ma perché sto dando questo bacio?
Lo Chanel N°5 è un’icona della profumeria nata nel 1986 a base di aldeidi, ylang-ylang, iris, rosa, gelsomino, vetiver, muschio e patchouli. Un profumo inconfondibile, pulito ed elegante, raffinato e nobile che fa venire in mente una pulizia quasi d’animo più che fisica.